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Le innovazioni tecnologiche più recenti per una climatizzazione senza rischio

13/02/2017

Prima dell’avvento della climatizzazione, gli occupanti delle abitazioni ricorrevano a qualunque tipo di metodo per proteggersi dal calore.

Così, un tempo, per favorire condizioni di vita confortevoli, le costruzioni erano spesso concepite con finestre relativamente ampie e soffitti piuttosto alti.

Negli Stati Uniti, una delle abitazioni diffuse nel 19° secolo e all’inizio del 20° è stata la casa in legno, denominata "dogtrot", che prevedeva al centro un ampio passaggio esterno coperto, pensato per assicurare un po’ di fresco ai residenti. Questo passaggio segnava una separazione tra le due capanne componenti l’abitazione, in cui una era riservata alla cucina e l’altra agli ambienti in cui vivere.

Il primo climatizzatore moderno viene inventato nel 1902 a New York da Willis Carrier. Nel 1906 Stuart Cramer, un ingegnere della North Carolina, utilizza per la prima volta l’espressione "condizionamento dell’aria" ("air conditioning" in inglese) in una rivendicazione di brevetto.

Negli anni 1920, diverse innovazioni permettono di ridurre le dimensioni degli impianti di climatizzazione rendendoli inoltre più sicuri per l’uso. I primi climatizzatori e frigoriferi utilizzavano gas pericolosi, quali l’ammoniaca, il clorometano o il propano, che, in caso di perdite, potevano causare incidenti mortali. Il primo clorofluorocarburo non infiammabile e non tossico, il freon, viene creato nel 1928 da Thomas Midgley Jr. Da allora, sono stati elaborati refrigeranti moderni più rispettosi per l’ambiente. Nel 1945, Robert Sherman, originario del Massachusetts, inventa un climatizzatore da finestra in grado di rinfrescare, riscaldare, umidificare, deumidificare e filtrare l’aria.

Sul modello dei vecchi climatizzatori, ancora oggi numerosi apparecchi ricorrono all’evacuazione per gravità per eliminare l’acqua in eccesso generata dal processo di raffreddamento. Spesso, tuttavia, questo tipo di sistema richiede un groviglio inestetico di tubature e prese d’aria, oltre a porre frequenti problemi di perdite o ristagno d’acqua. Oltre alla perdite di prestazioni, queste complicazioni possono tradursi anche in danni materiali e rischi sanitari.

Le pompe di scarico condensa sono concepite per raccogliere la condensa fino ad una certa altezza e scaricarla nelle tubature di evacuazione. Sono state inventate negli anni 1950, per l’eliminazione della condensa dai sistemi di climatizzazione e dai gruppi di refrigerazione meccanica.

Le mini-pompe di scarico condensa di Sauermann portano questa tecnica al livello successivo, grazie alla tecnologia a pistone brevettata e all’eccezionale affidabilità, soprattutto perché presentano numerosi vantaggi rispetto ai prodotti concorrenti attualmente disponibili sul mercato.

Sono allettanti sia per gli installatori che per i distributori in quanto, oltre ad essere facilmente installabili, sono molto silenziose e non snaturano l’arredamento interno del cliente. Drenando la condensa verso un tubo di evacuazione, queste pompe eliminano anche determinate complicazioni associate ai problemi di acqua stagnante, in particolare in termini di perdite e rischi sanitari.

Le nostre mini-pompe sono ideali per le abitazioni private, gli uffici e gli esercizi commerciali. Peraltro, sono installate in alcuni degli immobili più prestigiosi d’Europa, come The Shard, a Londra, ed altri edifici in cui la parola chiave è affidabilità.

Proprio come i climatizzatori, le pompe di scarico condensa hanno subito una notevole evoluzione dal secolo scorso. Le nostre incarnano le innovazioni più recenti in materia di mini-pompe, garantendo in tal modo una climatizzazione in assoluta sicurezza.

Tags 
Condensate pump; Piston technology; Air conditioning; Inventions

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